Pizzi

Le donne diventano un simbolo emblematico in Pizzi che le “venera” attraverso la sua arte, dedicando loro opere di grandi dimensioni.

Ida Vitellozzi, in arte “Pizzi”, nasce a Roma, dove frequenta l’Istituto di Belle Arti San Giacomo. Inizia il suo percorso artistico con delle esposizioni collettive, e a Roma realizza la prima personale “Linea e Colore” alla Galleria Lo Scambio. A metà anni Novanta si trasferisce a Parigi, dove espone in una serie di personali, principalmente a Parigi e Bordeaux, e nel ’98 realizza la personale “Hypebole des couleours” all’Hotel Warwick Champs Ely-Sées di Parigi. Nonostante la sua vita in Francia, decide di avere comunque un suo studio a Roma, città in cui tornerà ad esporre nel ’99 con la personale alla Galleria Margutta 9. Nel 2003 lei ed il suo compagno, Massimo Zani, presentano “Essenza” a Riparte Roma, che viene ripresentata anche a Bologna, su invito, alla “Fondazione Palazzo Stella”. Per tale occasione, la mostra viene ampliata e sviluppata dai due artisti per meglio adattarsi allo spazio espositivo, infatti viene arricchita da video, musica e nuove opere. Da ricordare le sue numerose partecipazioni ai “Cento pittori di via Margutta” a Roma e alla “BAC”, Biennale Arte Contemporanea, a Latina. Tra le personali emergono: “DUE” con la Galleria Simmi a Roma e “Umani”, codice ancestrale, alla Galleria Charta di Latina, e alla Galleria San Gallo a Firenze “Soul’s Colors” nel 2024.
Attualmente lavora nei suoi studi di Roma, Borgo Sabotino e Rosciolo in Abruzzo.
La sua arte si ispira alla natura umana, infatti i corpi emergono solitari e predominanti nel suo lavoro. Attraverso la sperimentazione, iniziata con i paesaggi e lo studio degli alberi, ad oggi realizza sfondi di ghirigori che rendono “viva” l’opera, come in una grande danza, che avvolge lo spettatore costringendolo ad unirsi ai soggetti dell’opera: corpi umani. Tali corpi assumono diverse posizioni, dalle più statiche (seduti, accovacciati) alle più dinamiche (passi di danza, corsa), ma le donne restano comunque il grande Soggetto principale nel lavoro dell’artista. La donna viene ritratta in tutte le sue forme: forte, sensuale, fragile, attraente, con pregi e difetti. Le donne diventano dunque un simbolo emblematico in Pizzi che le “venera” attraverso la sua arte, dedicando loro opere di grandi dimensioni.

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